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Ospedali psichiatrici giudiziari

 Perché è importante? È importante perché va dato merito a tutti coloro che hanno lavorato affinché tutto ciò si verificasse, soprattutto va riconosciuta quella sofferenza che abbiamo incontrato negli ospedali psichiatrici giudiziari e che ha potuto trovare voce, è stato possibile denunciare i maltrattamenti e far comprendere all'Italia e al Parlamento che era giunto il momento di chiudere questo capitolo. Questa voce è stata raccolta e siamo grati anche a chi ha sofferto e non potrà godere di questo cambiamento.

Se qualcuno vuole minimizzare ed immagina di dire che stiamo creando anche in questo un nuovo capitolo, nell'ambito del quale solo 1.500 persone, 1.500 famiglie ne beneficeranno, è un dato storico irreale, perché purtroppo questi si riciclano e si rinnovano da tanti anni, naturalmente perpetuando e peggiorando le sofferenze. Quando nel 2008 il presidente Marino della Commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale ebbe a chiedere ai Gruppi politici quali indagini si volessero svolgere, su che cosa volessero impegnarsi, avendo l'onore di essere il Capogruppo del Gruppo del PdL ebbi a chiedere di andare ad indagare nell'ambito della psichiatria e delle dipendenze patologiche, essendo trascorsi decenni dalle riforme in quelle materie per vedere cos'era accaduto.

Poi in questo cammino abbiamo letteralmente inciampato e siamo andati a sbattere su una sofferenza che non ci aspettavamo, in qualcosa che veniva nascosto e che creava umiliazione e molte volte in questo Parlamento da quel momento siamo tornati a ribadire che ci sentivamo pieni di quella vergogna che questa situazione stava determinando. Lo abbiamo fatto con l'impegno di tutti i 20 componenti della Commissione d'inchiesta, senza differenze di Gruppo, lo abbiamo fatto in quest'Aula con un impegno generale, voglio ricordare la fiducia del dicembre del 2010 al governo Berlusconi, quando con un documento e con una voce unanime abbiamo espresso a quel Governo e da quello abbiamo avuto accolta la necessità di interventi per modificare la situazione e non osavamo sperare allora di giungere ad un atto così conclusivo come può essere quello di oggi, che porta veramente al superamento degli ospedali psichiatrici.

Tanto il ministro Fazio, quanto il ministro Alfano e successivamente Nitto Palma seguitando esattamente su quel percorso, ha dato il proprio contributo affinché potessimo sentirci forti, ritornare in quei luoghi e non solo documentare, ma gridare alle amministrazioni il disagio che il Parlamento italiano, finalmente umanizzato, esprimeva nei confronti di qualcosa che non era tollerabile. Questo è accaduto. Non è la storia di un giorno, ma che risale anche a prima che venissero istituite queste Commissioni, l'ho ricordato in quest'Aula. Abbiamo incontrato pazienti che dicevano: «Voi siete uomini di legge, rappresentate la legge e perché ne sono passati tanti come voi e non è mai accaduto nulla?».

Noi abbiamo trovato questi Ministri, abbiamo trovato il Governo e soprattutto abbiamo trovato quest'Aula, che ha approvato in modo unanime un ordine del giorno e ha approvato in modo unanime una risoluzione d'accordo con il precedente Governo. Abbiamo trovato questo Governo, con il ministro Severino, con il ministro Balduzzi, con il presidente Monti, che ha espresso assoluta disponibilità.

Voglio ricordare che il primo intervento del Popolo della Libertà, nel momento in cui si doveva votare la fiducia a questo Governo, fu quello di chiedere in modo forte, anche allora attraverso la mia voce, che si arrivasse al superamento degli ospedali psichiatrici.

Oggi naturalmente affrontando questo decreto cosiddetto svuota-carceri ci siamo ritagliati, come Parlamento, un angolo unanime. Tutti i Gruppi in Commissione, anche la Lega Nord, hanno votato per questo spazio di umanità da riconquistare in modo sereno, senza nessuna differenziazione. Non vi è stata differenza fra maggioranze politiche o non politiche, ma si è naturalmente preso atto di quello che il presidente Napolitano ha gridato non solo ai cittadini, ma soprattutto alle istituzioni affinché si recuperasse il senso del diritto alla salute e soprattutto il senso della dignità delle persone.

Sono nate alcune preoccupazioni riguardo all'emendamento presentato in questo disegno di legge di trasformazione del decreto sulla giustizia. Sono nate alcune preoccupazioni sulla sicurezza, ce ne siamo resi conto, la Commissione le ha esaminate attentamente e lo ha fatto anche la Commissione giustizia e ancora in incontri successivi con il ministro Balduzzi abbiamo trovato il modo per far sì che nel momento in cui degli ammalati riconosciuti psichiatrici dovessero essere curati, ciò potesse accadere senza che venissero meno i sistemi di sicurezza, scegliendo naturalmente anche in accordo con le Regioni quello che ciò può conservare ancora in termini di diritto alla salute, dove il momento della salute fosse dominante anche per rispetto alla giustizia, che aveva ritenuto, in virtù della malattia, di esonerare quelle persone dalle pene per il reato commesso.

Se questo ha un senso, noi qui lo abbiamo riprodotto e lo abbiamo fatto con sforzo. Ringraziamo chi ha lavorato per trovare le risorse, ma queste sono le preoccupazioni che ci hanno coinvolto e hanno fatto sì che, finalmente, si tornasse a parlare anche qui di un'applicazione riabilitativa del diritto di questi ammalati a non essere condannati ad ergastoli bianchi.

Abbiamo tolto la possibilità - come viene fatto con la riformulazione dell'emendamento - che vi sia quell'automatismo vergognoso per cui anche nel momento nel quale non vi fossero più pericoli per la sicurezza sociale, qualcuno con un moduletto qualsiasi, disinteressato di quell'uomo, della sua famiglia, della sua storia, del passato e del futuro, mettendo solo una firmetta potesse rinnovare per anni che quella persona rimanesse lì, senza il tempo di una condanna, senza la storia collegata in qualche modo al reato, ma come qualcuno abbandonato e rifiutato dalla società.

Ecco che, in calce a questo, nell'emendamento si scrive che quella persona deve tornare al territorio poiché è un ammalato come gli altri. Il Parlamento con grande dignità questa volta toglie uno stigma drammatico, dicendo che gli ammalati psichiatrici sono ammalati come sono ammalati gli altri, e tornano, nel momento in cui sono così inquadrati, ad essere curati con le medesime attenzioni degli altri e ricordo che questo non è un gran dramma in termini economici.

Caro senatore Palma, con 5.000 euro ad ammalato abbiamo la possibilità di curare queste persone per un anno nei migliori istituti - accetto sfide con tutti - con progetti personalizzati. Ci costano di più oggi; costa di più qualsiasi altro ammalato; una frattura ci costa 5.000 euro in un giorno, mica ci costa 5.000 euro in un anno. Lì abbiamo la possibilità invece di stabilire un programma e possibilmente anche un ritorno alle famiglie, che queste malattie tendono purtroppo in modo drammatico ad allontanare. Se si allontanano le istituzioni come può chi non ha le cognizioni né di legge né di scienza affrontare questa realtà?

Questo emendamento in modo storico affronta tutto questo. Vi saranno queste strutture, in cui è possibile fare tutto questo. Vi sono già, ve ne sono tante sul territorio predisposte per 12 e ne hanno 10; aggiungiamo tanti posti a tavola, ma non possiamo farlo solo per coloro che stanno bene.

Dobbiamo aggiungerli per chi ne ha necessità e se quei 10 diventano 12 - e mi rivolgo alle Regioni per esperienza personale di responsabilità amministrativa - non accade nulla poiché non c'è un aumento drammatico dell'intervento economico.

Tutto ciò viene accolto con questo emendamento. Voglio ringraziare i colleghi della Commissione giustizia che hanno firmato, sottoscritto e presentato loro questo nuovo percorso, in cui il Parlamento si è già riconosciuto. Colgo l'occasione per dire con orgoglio ai relatori, alla comunità, al Paese e a tutti che, finalmente, stiamo mettendo una pietra tombale su una vicenda di grande vergogna. Grazie a chi ha permesso che essa emergesse; purtroppo chiediamo perdono e scusa a chi ha dovuto sopportarla e tollerarla. Tutti chiedono perdono e lo faccio anch'io per questo Parlamento.

Non ne ho l'autorevolezza, essendo un modesto parlamentare, ma credo di dirlo con pienezza di cuore: chiedo perdono a chi è morto lì senza poter tornare per questi ergastoli bianchi. (Applausi dai Gruppi PdL e PD).

Mi auguro che dopo tutto questo impegno e tutto questo lavoro non accada che arrivi il tempo che, dopo la soddisfazione di questo momento, ci dobbiamo riguardare e dire - consentitemi di rivolgermi al Governo - che non abbiamo mantenuto l'impegno che abbiamo assunto davanti alla Nazione; che non si trasformi domani in vergogna quello che oggi è un grande momento di soddisfazione. (Applausi dai Gruppi PdL e PD e del senatore De Toni. Congratulazioni).

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