"C'e' ancora tanto da fare per l'assistenza psichiatrica 40 anni dopo la legge Basaglia. Permangono numerose criticita' come emerso anche da recenti inchieste giornalistiche che hanno fatto emergere casi di Italia a due velocita' anche nella psichiatria". Ad affermarlo è Michele SACCOMANNO, presidente del sindacato degli ortopedici e traumatologi Nuova Ascoti, promotore e relatore dell'indagine sullo stato della psichiatria in Italia, realizzata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul servizio sanitario presieduta da Ignazio Marino nella XVI legislatura, ed "estensore del documento che porto' alla legge che ha chiuso i manicomi criminali e aperto le Rems", nel 2008 al Senato.
"Dall'indagine della commissione emerse lo scandalo degli Opg che l'allora Presidente della Repubblica Napolitano defini' un "autentico orrore indegno di un paese appena civile", aggiunge. "Grazie al lavoro svolto, abbiamo contribuito a migliorare la situazione. Da assessore alla Sanita' nella Regione Puglia, negli Anni Novanta, rivendico il merito di essere stato tra i primi in Italia a chiudere gli ospedali psichiatrici".

(Com/Rai/ Dire) 17:20 09-05-18

Continuità di un impegno e scelta di un rapporto importante con il territorio. E proprio questo mi ha portato a dire NO a una candidatura su Bari nelle ultime politiche, candidatura che mi sembrava fuori luogo poiché essere calato dall'alto non è mai stata una mia abitudine. A servizio per altre persone e non per il territorio non coincide con il mio modo di essere e di intendere la politica. #Amministrative2018

Il commissariamento del coordinatore provinciale di FdI a Brindisi sostituendo Luciano Cavaliere con il consigliere regionale Erio Congedo, non sembra che rappresenti un modo per cercare unità di intenti in una classe dirigente che si è sentita estromessa nella scelta delle candidature per le trascorse elezioni politiche.

Tutto ciò non è una valutazione di uomini e donne impegnate in detta tornata elettorale, che hanno compiuto il loro dovere, ma una accusa di scarsa sensibilità al territorio per i livelli più alti di responsabilità del partito. Accusa che ritengo possibile in una valutazione democratica e così anche rappresentata nel gesto di un Coordinatore Provinciale che aveva avuto il coraggio di sospendersi per non essere ancora insultato dalla indifferenza silente degli organismi decisionali superiori.

Meritava una reprimenda la “mancanza di attività della struttura nella ultima campagna elettorale politica”, come mi scriveva la Meloni? Visione diversa per riprendere un rapporto, ma possibile anche questa sua scelta. Certamente, non avrei penalizzato e sostituito chi ha avuto il coraggio di dimostrare un disagio per la trascuratezza del suo ruolo e della comunità brindisina.

Nello scritto della Meloni avevamo visto un “occhio” supervisore, affiancato, come indicava, per riequilibrare dissensi provinciali che da Bari suggerivano non mediabili dal sottoscritto, con cui i dirigenti baresi preferiscono non parlare dopo avermi proposto una candidatura a capolista in Senato in quell’area.

Ora non c’è un affiancamento, ma un commissariamento alla vigilia delle elezioni amministrative in cui è impegnato il comune capoluogo, con una scelta, anch’essa legittima, non proprio concorde con tutta la classe dirigente di Brindisi città.

Nessuno ha nulla da dire su Massimo Ciullo, persona il cui valore non cambia con gli umori del tempo. Nessuno ha da lamentare sulla scelta di Erio Congedo e sulla sua umanità e competenza.

Rimane la dispiacenza che Roma sia lontana e non comprenda che qui non è un problema di proconsoli se si vuole crescere e non sopravvivere. Occorre altra passione e altro orgoglio che in questa terra ben conosciamo.

Siamo all’assurdo. Proprio adesso ci si ferma sul più bello. Sembrava tutto ormai pronto, invece esistono ancora problemi per l’operatività del cumulo gratuito dei contributi per i professionisti, introdotto dall’ultima legge di stabilità.

Anche la firma della convenzione fra Inps e Adepp, l’associazione delle casse private, che appariva l’ultimo ostacolo presente sul percorso, non è sufficiente a superare il disaccordo sul costo di gestione delle singole pratiche, quantificato in euro 65 per ogni pratica.

L’Inps ha invitato le singole Casse a sottoscrivere una convenzione quadro con ripartizione dei costi in misura proporzionale alle rispettive quote di pensione erogate. L’Adepp, dal canto suo, ritiene che le Casse debbano farsi carico delle quote di pensione di propria competenza e dei relativi oneri, come era previsto per le pensioni in totalizzazione, secondo quanto previsto dalla convenzione Inps in vigore dal 2007, ancor più oggi che, con l’estensione del cumulo alle casse professionali, lo Stato ha riconosciuto all’Inps un maggior finanziamento.

Dopo un’attesa lunga un anno, la piattaforma informatica dell’Inps resta inattiva e l’iter normativo non è ancora terminato. Le singole casse devono firmare convenzioni singole con l’Inps, anche se hanno già provveduto a rendere i propri regolamenti compatibili con le nuove disposizioni e si attende il rilascio, da parte di Inps, di una procedura automatizzata per la gestione delle domande.

Nel frattempo che l’Inps e le Casse non trovano la quadra su chi debba accollarsi i costi di gestione delle pratiche, molti professionisti hanno abbandonato il loro lavoro confidando nell’immediata pensione, ma in effetti, continuano ad aspettare senza stipendio e senza pensione fino a quando sarà fatta chiarezza sulla ripartizione dei 65 euro.
Michele Saccomanno

"STATO AFFRONTA FRAGILITÀ IN MODO DEL TUTTO INIQUO SU TERRITORIO NAZIONALE" (DIRE) Roma, 9 mar. - "La terza puntata del reportage del GR1 sulla condizione della psichiatria in Italia attraverso le testimonianze dei parenti degli ammalati mentali ricoverati negli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria da un lato, e l'approfondimento di 'Avvenire' dedicato alla trasformazione dell'ex manicomio di Collegno in un centro di eccellenza regionale per la danza contemporanea, dall'altro, entrambi di oggi, ci rivelano l'esistenza di un'Italia a due velocita' anche nel settore della psichiatria". Ad affermarlo e' il senatore Michele Saccomanno, promotore e relatore dell'indagine sullo stato della psichiatria in Italia, realizzata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario, presieduta da Ignazio Marino nella XVI legislatura, ed estensore del documento che porto' alla legge che ha chiuso i manicomi criminali e aperte le Rems.
"Questi due episodi richiamano la divisione non casuale di come i disagi sociali vengano affrontati nel nord e sud Italia- prosegue- differenza che e' emersa anche dall'analisi degli ultimi risultati elettorali. Da una parte le testimonianze che hanno parlato di strutture decadenti o addirittura abbandonate, nonostante ricevano contributi per milioni di euro e al limite dell'agibilita', di malati abbandonati a se stessi in condizioni di forte degrado per cui associazioni e parenti hanno presentato diverse denunce. Addirittura, in un caso si fa riferimento a un uomo che mangiava gli scarafaggi che escono a bizzeffe, dalle porte, dai bagni. Sull'altro fronte, una struttura di alto livello".
Esemplare, secondo Saccomanno, e' come "lo Stato affronta le fragilita' in modo del tutto iniquo sul territorio nazionale, basti pensare all'avanguardia dell'approccio di Trieste e alle tristi storie di Reggio Calabria. Se e' vero che si tratta di problemi residuali, come lo sono le malattie rare, alle quali sono dedicate intere giornate di sensibilizzazione, il problema della salute mentale e' sempre attuale ma dimenticato". Nella XVI legislatura, dall'indagine della commissione emerse "lo scandalo degli ospedali psichiatrici giudiziari che l'allora Presidente della Repubblica Napolitano defini' un 'autentico orrore indegno di un paese appena civile'. Oggi, a distanza di piu' di 5 anni- conclude il senatore- poco o nulla sembra cambiato". (Cds/ Dire)
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